Sindrome di Stendhal

“Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti e dai sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.”

Stendhal, pseudonimo di Marie-Henri Beyle, 1783 – 1842

Roma, Napoli e Firenze, (Libro in cui racconta il suo Grand Tour effettuato nel 1817)

Altare maggiore della Basilica di Santa Croce, Firenze

Altare maggiore della Basilica di Santa Croce, Firenze

L’ipocrisia della sinistra liberal-arcobaleno

Barack Obama, premio nobel per la pace nel 2009. (Un’altra macchia indelebile a perenne vergogna dei professori di Stoccolma)
E’ stato il più guerrafondaio tra i presidenti americani. L’Afghanistan, il Pakistan, la Libia, lo Yemen, la Somalia, l’Iraq e la Siria sono state bombardate senza tregua per otto anni. Popoli innocenti trucidati. Gente che viveva pacificamente nelle loro terre hanno visto le loro vite, i loro sogni e progetti trasformarsi in orrore.

Nel 2016 (ultimo anno di Barack Obama alla casa bianca) l’amministrazione USA ha sganciato sui territori “nemici” circa trentamila bombe, una media di 3 bombe ogni ora per 24 ore al giorno. (fonte The Guardian, 9 gennaio 2017)

Seneca

La brevità della vita

“Cerca di ricordare quando sei stato fermo nei tuoi propositi; quante giornate sono trascorse proprio come avevi stabilito; quando sei stato padrone di te stesso, e il tuo volto è rimasto impassibile e il tuo animo intrepido; cosa hai realizzato in una vita così lunga e quanto della tua vita ti è stato sottratto dagli altri senza che ti rendessi conto di quel che perdevi, e il tempo che ti hanno portato via, l’inutile dolore, la sciocca allegria, un’avidità insaziabile, il frivolo conversare…””Vedrai quanto poco, in definitiva, ti sia rimasto del tuo; allora capirai che muori prematuramente. Quale ne è dunque la causa? È che vivete come se doveste vivere per sempre, non vi ricordate della vostra precarietà; non osservate quanto tempo è già trascorso, lo sciupate come se ne aveste in abbondanza, mentre invece proprio quella giornata che state dedicando a qualcuno o a un affare qualsiasi, potrebbe essere l’ultima. Temete tutto come mortali, ma desiderate tutto come immortali.”

Seneca, De brevitate vitae, I secolo d.C.

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