Shakespeare’s Hamlet

Stratford Upon Avon, Warwickshire, UK

” Essere, o non essere, ecco la questione: | se sia più nobile nella mente soffrire | i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna | o prendere le armi contro un mare di affanni | e, contrastandoli, porre loro fine. Morire, dormire… | nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine | al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali | di cui è erede la carne: è una conclusione | da desiderarsi devotamente. Morire, dormire. | Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo, | perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire | dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale | deve farci esitare. È questo lo scrupolo | che dà alla sventura una vita così lunga. | Perché chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo, | il torto dell’oppressore, la contumelia dell’uomo superbo, | gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge, | l’insolenza delle cariche ufficiali, e il disprezzo | che il merito paziente riceve dagli indegni, | quando egli stesso potrebbe darsi quietanza | con un semplice stiletto? Chi porterebbe fardelli, | grugnendo e sudando sotto il  peso di una vita faticosa, | se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte, |  sconcerta la volontà | e ci fa sopportare i mali che abbiamo | piuttosto che accorrere verso altri che ci sono ignoti? | Così la coscienza ci rende tutti codardi, | e così il colore naturale della risolutezza | è reso malsano dalla pallida cera del pensiero, | e imprese di grande altezza e momento | per questa ragione deviano dal loro corso | e perdono il nome di azione.”

  • William Shakespeare
  • Amleto, Scena prima, III atto

Altare di San Giuseppe da Copertino

Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia

L’altare assunse la forma attuale nel 1753 quando furono rimosse le statue e gli stucchi di Alessandro Vittoria per collocarvi la tela di Giuseppe Nogari (Il miracolo di San Giuseppe da Copertino).  Del Vittoria rimangono le due sibille sul timpano dell’altare, le statue di San Pietro e Sant’ Andrea ai lati e il San Girolamo al centro.

Altare di S. Giuseppe da Copertino
Basilica dei Frari, Venezia
  • Giuseppe Nogari, 1699 – 1763 (pittore veneto esponente del Rococò)
  • Il miracolo di San Giuseppe da Copertino, XVIII sec
  • Olio su tela, altare di San Giuseppe da Copertino
  • Basilica dei Frari, Venezia
  •  Alessandro Vittoria, 1525 – 1608 (scultore italiano di scuola veneta)
  • Statua di San Girolamo, 1564
  • Marmo, altare di San Giuseppe da Copertino
  • Basilica dei Frari, Venezia

Venere de’ Medici

La Venere de’ Medici fu scolpita a cavallo tra il II sec a.C. e il I sec a.C. da Kleomenes, figlio di Apollodoros.

Marmo pario, variante Lychnite, altezza, 153 cm

Tribuna degli Uffizi, Firenze

La statua fu ritrovata a Roma alle terme di Traiano. Sulla base è leggibile la firma dell’autore, kleomenes uno scultore attivo ad Atene. Nel 1566 la scultura fu acquistata da Alfonso d’Este che nel 1575 la cedette a Ferdinando de’ Medici, il quale la tenne a Roma a Villa Medici fino al 1677, anno in cui fu trasferita a Firenze. Nel 1802 Napoleone la fece trasportare a Parigi, dove vi rimase fino al 1816, quando la statua tornò definitivamente agli Uffizi di Firenze.